In questo articolo cercheremo di accostare il concetto di “Credere” all’attività di Network Marketing.

Tranquillo, non siamo impazziti, non stiamo cercando di paragonare il Network Marketing ad una religione! 😛

Stiamo solo cercando di farti capire come il credere in quello che facciamo influenzi in modo importante la riuscita di ogni nostro progetto, compreso quello della nostra attività.

Per cui seguici, in quanto, alla fine dell’articolo avrai ben chiaro come usare concretamente il concetto di credere per rendere più efficace il tuo business.

Pronto? Iniziamo!

Il concetto di credere applicato al quotidiano

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La parola credere abbinata al concetto di Network Marketing può sembrare una nota stonata.

Siamo abituati ad assimilare questa parola alla religione, ad esempio, o a qualsiasi cosa che non si può vedere, toccare o dimostrare e che necessita quindi della nostra completa fiducia per poter essere professato.

Il Network Marketing, che nell’immaginario delle persone è assimilabile a concetti come fare soldi, business, impresa, attivi…è senz’altro lontano da tutto ciò che ha a che fare con la fede…e quindi con il credere.

In realtà, se riflettiamo meglio sul concetto di credere in modo più ampio, ci renderemo conto che è necessario avere fiducia o fede in tutto ciò che facciamo nella vita e che vogliamo riesca al meglio.

In poche parole è necessario credere in quello che facciamo affinché i nostri obiettivi si realizzino.

Partendo da questo presupposto possiamo fare vari esempi per capire meglio che il concetto di credere non riguarda solo l’aspetto religioso ma ogni ambito della nostra vita:

  • Avviare un’attività in proprio: che sia un negozio, uno studio professionale, una collaborazione in società o una piccola impresa, parte tutto dal credere che quella idea sia una “buona idea”, che quel settore valga i propri soldi e le proprie energie

  • Iniziare un percorso di studi: oltre che dalla predisposizione o passione per l’argomento di studio, parte tutto dal presupposto che crediamo di poter portare a termine quel percorso e che già ci visualizziamo al termine dell’impresa con il nostro diploma/laurea in mano, pronti a mettere in pratica quello che abbiamo imparato

  • Sposarsi o mettere su famiglia: questo caso è l’applicazione del credere per eccellenza.

    Nessuno ci assicura che la persona che abbiamo scelto è davvero quella giusta per noi, che sarà sempre al nostro fianco e che sarà in grado di attraversare insieme a noi gli alti e bassi della vita.

    Nessuno ci assicura che non ci innamoreremo di qualcun altro o che i nostri figli saranno esattamente come ci aspettiamo o non si metteranno mai nei guai o mai ci deluderanno.

    Nessuno ci garantisce niente di tutto ciò.

    Eppure la maggior parte delle persone fa comunque queste scelte.

    Perché crede che andrà tutto bene, perché vuole credere nei sentimenti e nelle buone intenzioni dell’altra persona

Potremo fare centinaia di esempi simili, ma il concetto è che il credere è alla base di ogni azione della nostra vita e non solo nelle grandi decisioni, ma anche e soprattutto nel quotidiano.

Ecco perché non dobbiamo storcere il naso nell’associare il concetto di Network Marketing con quello del credere, anzi in questo genere di attività è davvero importante sviscerare l’argomento per comprenderlo bene.

Quanto credi in quello che fai?

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Ricordiamo che nelle attività di Network Marketing manca la fisicità del lavoro tradizionale, non ci sono uffici e cartellini da timbrare, non ci sono orari imposti e capi che ci dicono quello che dobbiamo fare, non abbiamo un contratto che ci indica quanto percepiremo di stipendio ogni mese.

Questa flessibilità è sicuramente la forza di questo genere di attività, ma il risvolto della medaglia è che dipende tutto da noi.

Avremo dei supporti fissi come l’azienda di riferimento e il sistema di impresa, ma la gestione operativa del lavoro è una nostra decisione.

E’ qui che entra in gioco il nostro credere!

E’ davvero fondamentale, una volta definiti i nostri obiettivi, credere fermamente di poterli raggiungere, credere nel nostro successo e nelle nostre capacità per arrivare fin dove ci siamo prefissati.

E il credere va sicuramente allenato, perché se è vero che abitualmente facciamo scelte dettate dal credere, è altrettanto vero che non siamo abituati e fissare degli obiettivi e credere di poterli raggiungere.

Credere nel nostro obiettivo richiede energia e metodo, quindi eccoti tre semplici punti che ti aiuteranno ad allenare questa capacità:

  • Immagini

    Il nostro cervello è un organo che più stimoli riceve e meglio funziona.

    Aiutiamolo a ricordarsi di quello che vogliamo e in cui crediamo con delle immagini semplici ed esplicative dei nostri obiettivi.

    Troviamo delle immagini rappresentative che smuovano dentro di noi la voglia di ottenere quello che vogliamo, stampiamole e attacchiamole in casa nei punti che guardiamo più spesso e dove siamo sicuri che le vedremo

  • Autofocalizzazione

    Spesso la scarsa capacità di credere nella propria riuscita, deriva da scarsa autostima dovuta magari a fallimenti del passato.

    Quindi anche se ci può sembrare stupido o patetico, l’unico modo per convincere il nostro subconscio che ce la possiamo fare è…ripeterglielo.

    Ogni giorno, ogni volta che possiamo, meglio se a voce alta, dobbiamo ripeterci frasi che stimolano il nostro cervello verso il positivo e verso la nostra riuscita.

    Sarà poi lui di conseguenza, attraverso la ripetizione, ad influenzare il nostro subconscio.

    Scegli le tue frasi, quelle che funzionano per te, ad esempio:

    • “sono un grande network builder e avrò una grande organizzazione”
    • “sono in grado di raggiungere ogni obiettivo che mi prefiggo”
    • “mi piaccio perché sono una bella persona e tante altre persone vorranno lavorare con me”
    • “sono un leader, sono corretto e rispettoso degli altri e a tutti piace collaborare con me”

    Usa sempre frasi volte al positivo, niente negazioni. Il nostro cervello non capisce la parola “non”!

  • Step by step

    Il credere è come un fuoco che si alimenta tramite i nostri successi.

    Più riusciamo, più sfide portiamo a termine con successo, più il nostro credere diventa indistruttibile.

    Poniti quindi nella tua attività, così come nella vita, degli obiettivi raggiungibili e con una scadenza realistica.

    Ad esempio, se il tuo obiettivo è fare la maratona, ma hai il fiatone dopo 10 minuti di corsa, è improbabile che tu possa partire domani e tentare l’impresa senza fallire.

    Gli obiettivi che ti poni devono essere realistici e realizzabili.

    Fai la tua pianificazione giornaliera, settimanale, mensile e a lungo termine (ad esempio 5 anni), metti delle date e inizia a mettere una bandierina dopo l’altra sugli obiettivi raggiunti.

    Ad ogni successo il tuo credere crescerà perché il tuo cervello inizierà e rieducare il subconscio sulla base delle nuove esperienze positive acquisite

Ti consigliamo di leggere qualche autobiografia di persona di successo per renderti conto che il filo conduttore è sempre la capacità di credere fermamente nella propria riuscita, indipendentemente dall’opinione altrui o dalle circostanze avverse.

“È la mancanza di fede che rende le persone paurose di accettare una sfida, e io ho sempre avuto fede: infatti, credo in me.”

Muhammad Ali

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Buon Network!

Andrea & Emanuela

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In questo articolo ci soffermeremo sul significato della zona di comfort e sul motivo per cui questo concetto è estremamente importante da capire e da applicare per poter ottenere risultati efficaci nel Network Marketing.

Alla fine di questo corposo articolo avrai ben chiaro cos’è la zona di comfort, come puoi modificarla per migliorare personalmente in tutti gli ambiti della tua vita e, di conseguenza, come trarre enormi benefici dalla tua attività di Network Marketing!

Non ci resta che iniziare, procediamo!

Che cos’è la zona di comfort?

Officina del Network Marketing - Zona di comfort

Graficamente possiamo immaginare la zona di comfort come una serie di 3 cerchi concentrici, uno dentro l’altro:

  • Il cerchio verde più piccolo è definito appunto “zona di comfort” e rappresenta tutto quello che conosciamo, che sappiamo gestire senza sforzo e che ci mette in una condizione di tranquillità quando lo facciamo. Tutto quello che è ormai un’abitudine e che la nostra mente gestisce con il “pilota automatico”, sta all’interno della nostra zona di comfort.
    Ad esempio guidare la macchina, passare del tempo con determinate persone, frequentare posti che conosciamo, guardare la TV, svolgere il lavoro che sappiamo fare ecc.

  • Nel cerchio giallo immediatamente più esterno, che possiamo definire “zona di rischio” o “zona di apprendimento“, è contenuto tutto ciò che sappiamo di poter fare ma che non ci piace o che ci crea un certo disagio.
    Sono tutte quelle cose che ci rendiamo conto di poter gestire in qualche modo, ma che ci richiedono uno sforzo mentale ed emotivo maggiore.
    Per qualcuno potrebbe essere conoscere persone nuove, avere un incarico diverso al lavoro, guidare una macchina differente da quella a cui siamo abituati ecc.
    Insomma, cose che differiscono di poco dalle nostre abitudini ma che rappresentano comunque un “fuori programma” momentaneo.

  • Il cerchio rosso più esterno rappresenta infine la “zona di panico” che contiene tutto quello che ci crea disagio emotivo.
    Più ci avviciniamo alla fine del margine estremo della circonferenza e più questo disagio si trasforma in paura e quindi rifiuto.
    Al di fuori di quella linea (nello spazio esterno al cerchio) ci sono infine le nostre paure più profonde.

L’essere umano, cerca tendenzialmente di rimanere il più possibile all’interno del cerchio verde, vicino a quello che conosce e con il quale si sente al sicuro.

Ci piace quello che possiamo gestire senza fatica, quello che rappresenta ormai un’abitudine acquisita e che sappiamo di poter fare bene e velocemente.

La caratteristica positiva della zona di comfort è che, ogni volta che ci ritroviamo nella vita a fare una cosa nuova e impariamo a gestirla, questa entra a far parte della nostra banca dati e più la padroneggiamo, più la sentiremo parte del cerchio interno, della nostra zona di comfort.

Questo vuol dire che ogni nuova esperienza o abitudine acquisita farà allargare la zona di comfort. Ci sentiremo a nostro agio in un maggior numero di situazioni e questo andrà ovviamente a favore della nostra autostima.

La brutta notizia è che succede anche il processo opposto: ogni volta che ci opponiamo alle nuove esperienze e a quello che non conosciamo per restare all’interno della zona di comfort, questa diventa sempre più piccola fino a limitarci anche in maniera importante in tutte le aree della nostra vita.

La paura prende il sopravvento e la nostra mente si chiude come meccanismo di difesa utile per rimanere al sicuro.

Come si modifica la zona di comfort?

Officina del Network Marketing - Espandere zona di comfort

Qualsiasi cambiamento positivo che desideriamo avvenga nella nostra vita, deve essere preceduto da un nostro sforzo nel mettersi in gioco.

Nessun miglioramento a livello fisico, emotivo e mentale avverrà senza un cambiamento da parte nostra. Se vogliamo vederla in termini più ampi, in natura ogni cosa che smette di crescere, prima ristagna e poi lentamente muore.

Vediamola in modo meno tragico ma ugualmente realistico: sono tante le esperienze nuove che ognuno di noi potrebbe provare nel corso della vita, alcune fondamentali per il benessere della zona di comfort e altre meno.

Mi spiego meglio: se ho paura del vuoto e dell’altezza, fare bungee jumping rappresenterebbe sicuramente un’esperienza che farebbe allargare la mia zona di comfort, arricchendo la mia banca dati e portando dei benefici alla mia autostima.

Ma paure come questa, a meno che non siano bloccanti per quelli che sono i nostri obiettivi nella vita, possono tranquillamente rimanere dove sono.
Non è necessario superarle per raggiungere quello che desideriamo.

Il problema sussiste nel momento in cui ci rendiamo conto che quella determinata paura ci limita nel raggiungimento dei nostri obiettivi o comunque di una vita felice.

Se siamo sinceramente contenti di quello che siamo e di dove siamo, significa che la nostra zona di comfort contiene già tutto il necessario al nostro benessere e che non siamo limitati dalle nostre paure.

Purtroppo sono pochissime le persone per le quali questa situazione è reale.

Tutti noi abbiamo qualche paura che, se riuscissimo a superare, ci darebbe la vita che abbiamo sempre desiderato. E per l’appunto, tutto quello che ci separa da una vita piena e soddisfacente sta al di fuori della zona di comfort.

Ricorda:

Per avere cose mai avute, occorre fare cose mai fatte!

Facciamo qualche esempio: se il mio desiderio è quello di fare una famiglia, ma sono single e non voglio frequentare posti diversi da quelli usuali e ho paura a conoscere nuove persone, sicuramente questa difficoltà limita la realizzazione dei miei sogni.

E’ una paura superabile? Certamente!

Richiede però l’uscita momentanea dalla zona di comfort, e questo purtroppo determina che molte persone rimangono sempre all’interno di quello che conoscono, pur consapevoli che provare una nuova via li porterebbe verso i loro obiettivi.

Potremmo fare centinaia di esempi, quanti non amano il proprio lavoro e sanno esattamente quale tipo di attività li renderebbe felici, ma hanno troppa paura a lasciare quello che conoscono e le sicurezze acquisite per buttarsi in qualcosa di nuovo che richiederebbe energia, apprendimento e qualche errore di percorso?

Quante altre vorrebbero un fisico atletico e in salute, ma per pigrizia e mancanza di forza di volontà persistono nelle vecchie abitudini di sedentarietà e cattiva alimentazione?

Basterebbe una piccola decisione quotidiana per avere ottimi risultati a lungo termine, come fare esercizio per mezz’ora al giorno o eliminare alcuni alimenti dannosi o ridurne la quantità.

Le persone odiano la sensazione di disagio che provoca fare qualcosa di nuovo e che li potrebbe esporre ad errori, specialmente quando questi potrebbero essere evidenti agli occhi di altre persone e generare quindi un giudizio negativo.

Preferiscono quindi rimanere al sicuro con quello che già sanno fare e per il quale nessuno può giudicarli negativamente.

Network Marketing e zona di comfort

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Nel Network Marketing, una delle caratteristiche principali è quella di uscire dai propri confini conosciuti ed iniziare ad imparare cose nuove e ad interagire con le persone.

Questo, per la maggior parte di noi, è mooolto fuori dalla zona di comfort. Anzi, per molti rappresenta una vera e propria paura bloccante perché ci mette di fronte ai nostri limiti personali e ci espone al giudizio degli altri.

Il processo non è immediato, ma la decisione di intraprendere un percorso di crescita personale lo è. Un percorso che ci porti nella direzione utile ad uscire dalla “gabbia” che ci siamo costruiti e che ci impedisce di avere una vita piena di belle emozioni e di cose che amiamo e ci fanno stare bene.

Ogni processo di crescita attraversa momenti difficili e ostacoli più o meno rilevanti, può essere doloroso è vero, ma pensa a quanto può essere più doloroso accontentarsi di una vita “media”, costretto a non esprimere il tuo vero potenziale, solo per paura di uscire da sbarre che ti sei costruito da solo…

Dato che il primo passo per risolvere un problema è la consapevolezza di averlo, ti propongo un semplice esercizio (occorrono solo foglio e matita) che ti aiuterà ad identificare la tua zona di comfort e quindi a poter lavorare sulle cose giuste.

Mi raccomando, massima sincerità…non ha senso mentire a te stesso 😉

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  • Disegna un cerchio al centro del foglio: questa sarà la zona di comfort in cui ti trovi attualmente. All’interno del cerchio scrivi, quindi, le cose che ti fanno sentire a tuo agio o che comunque rappresentano delle sicurezze nella tua vita.
    Pensa alle tue abitudini quotidiane, al lavoro, alle amicizie, alla famiglia, alla salute, al tuo tempo libero o alla tua alimentazione ed individua:

    • Le aree della tua vita in cui ti è tutto molto familiare e ben conosciuto
    • Le attività che ti fanno sentire tranquillo perché non ti espongono a rischi
    • Le cose che ti annoiano e che non ti piacciono (ma non hai mai fatto nulla di diverso per cambiarle)
    • Le tue dipendenze e le abitudini negative in generale
    • Le attività in cui senti di esserti in qualche modo adagiato
    • Le azioni che ripeti sistematicamente ogni giorno

  • Intorno a questo cerchio disegnane uno più grande e scrivi al suo interno tutte quelle cose che potrebbero crearti un leggero senso di disagio o nervosismo ma che comunque, con un po di sforzo, pensi di poter svolgere

  • Disegna adesso un ulteriore cerchio più grande e mettici le azioni che più ti farebbero sentire in difficoltà e che per questo richiedono una dose di coraggio abbastanza significativa

  • Continua disegnando un altro cerchio più esteso in cui scrivere le attività che davvero ti piacerebbe fare ma solo l’idea di provarci ti terrorizza e ti crea un forte senso di ansia, insicurezza e agitazione

Come vedi l’esercizio è estremamente semplice e ti sarà anche molto utile sia perché ti aiuterà ad avere un quadro abbastanza preciso della tua condizione attuale, ma anche perché su questa base puoi costruirti un piano di azione per il futuro.

Ogni volta che riesci a spingerti al di là di uno di questi cerchi, la tua autostima e la fiducia che hai in te stesso e nelle tua capacità aumenteranno e sarà davvero molto improbabile che tu sia tentato dal voler ritornare alla tua condizione di partenza.

Conclusione

Il Network Marketing rappresenta uno strumento validissimo per raggiungere benefici economici e una migliore qualità della vita difficilmente raggiungibili con gli strumenti tradizionali.

Tutto ciò è possibile a patto che ci sia la volontà e la costanza di portare avanti un cambiamento e un percorso di crescita personale perché non si possono ottenere risultati diversi pretendendo di adottare gli stessi comportamenti e facendo le stesse cose.

Dobbiamo assolutamente sforzarci di uscire dalla nostra zona di comfort!

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Buon Network!

Andrea & Emanuela

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La gestione emotiva del rifiuto è una capacità imprescindibile nello sviluppo di un’attività di Network Marketing che funziona. In questo articolo approfondiremo questo argomento spinoso e cercheremo di darti delle buone dritte per portare avanti il tuo progetto il più serenamente possibile.

Iniziamo!

Nella fase iniziale, tutti noi siamo portati per prima cosa a capire con quale azienda collaborare, verificarne la solidità e gli aspetti legali, nonché la tipologia di prodotti che offre, che deve sicuramente allettarci dal punto di vista commerciale.

Andiamo a spulciare tutte le informazioni riguardanti il sistema che viene proposto, le persone e il materiale di supporto e la nostra mente è orientata a 360 gradi a capire “cosa c’è da fare”.

Questo è il nocciolo fondamentale. Cosa dobbiamo fare?

Quali sono gli aspetti tecnici da imparare, le frasi da dire, le azioni quotidiane che porteranno la nostra neo nata attività ad essere un attivo di successo?

Cosa c’è da fare?

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In realtà, dopo aver valutato con tutti i crismi l’azienda di Network Marketing con cui collaborare, le cose da fare sono essenzialmente le stesse per tutte le attività in questo settore:

  • Si fa una lista di persone
  • Si contattano
  • Si spiega il progetto
  • Si avviano i candidati interessati all’interno del Network

Si ripete poi questo procedimento fino a creare la quantità di reti commerciali che soddisfino i nostri bisogni o le nostre ambizioni considerando che le informazioni tecniche da sapere per poter iniziare a contattare le persone e a spiegare loro in modo esauriente il nostro progetto, sono solitamente basilari e alla portata di tutti.

La domanda che sorge spontanea quindi è:

come mai se il Network Marketing è accessibile a tutti con un basso investimento, se non devo avere esperienza pregressa nel settore, se quello che c’è da imparare è semplice e alla portata di tutti, se devo investire solo alcune ore liberate della mia settimana…ci sono così tante persone che si arrendono (solitamente in una fase piuttosto iniziale)?

Nel 90% dei casi, la risposta a questa domanda va cercata nella mancata accettazione del rifiuto…

La paura del giudizio altrui

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Questa paura nasce spesso nell’infanzia, a volte per “eredità” da chi ci ha cresciuto e a volte per situazioni di rifiuto vissute sulla propria pelle che non siamo riusciti a metabolizzare: una presa in giro dagli amici, una parola cattiva da parte di un genitore o un insegnante ecc.

In ogni caso, si è trattato di un evento (o di un modus operandi) che ha instillato in noi la paura di non essere accettati, di sbagliare, di non stare facendo abbastanza per accontentare gli altri.

Questo sentimento è presente nella maggior parte di noi e si fa vivo in determinate situazioni a cui siamo più sensibili e in vari livelli di gravità. Più questa paura aumenta e più le scelte che facciamo nella nostra vita ne saranno condizionate, più ci sentiremo insoddisfatti di noi e di quello che abbiamo costruito.

Non è una bella sensazione vero? Ma possiamo evitare di essere rifiutati?

Assolutamente no, ti tolgo questo dubbio. Succederà di continuo, perché fa parte della vita e di un processo di crescita. Quello che possiamo controllare però è il modo in cui reagiamo al rifiuto.

Ma cos’ha a che vedere questo con il network marketing?

Opinioni negative

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Nel momento in cui ti lancerai nell’avventura di avviare la tua nuova attività, succederà quello che succede ogni volta che decidi di fare un cambio direzionale nella tua vita…che sia passare da dipendente ad autonomo, che sia lasciare un lavoro a tempo indeterminato per un altro meno sicuro ma più in linea con le tue aspirazioni, che sia magari sposarti o avere dei figli, o cambiare casa o addirittura città: le persone intorno a te ti daranno la loro opinione…e come avrai già probabilmente imparato a tue spese, non sempre saranno positivi.

Impariamo però a distinguerle in base alla loro provenienza:

  • Genitori, fratelli, amici stretti: partiamo dal presupposto che queste persone ti amano e tengono a te e i loro giudizi negativi anche se a volte irragionevoli, sono dettati dal bisogno di proteggerti.
    Non prendertela per quello che ti diranno, ascolta il loro parere, valuta se conoscono l’argomento, dopodiché vai dritto per la tua strada forte delle decisioni che hai preso ragionando con la tua testa, perché “nessuno meglio di te sa cosa è meglio per te!”.
    Queste persone avranno bisogno di tempo per capire la tua idea, ma rimarranno comunque al tuo fianco e gioiranno con te per i tuoi successi
  • Colleghi, conoscenti, parenti alla lontana: queste categorie di persone spesso ti daranno il loro giudizio seguendo un pensiero differente che si potrebbe riassumere con il seguente concetto: “se tu decidi di fare qualcosa di diverso da quello che hai fatto finora e che anche io sto facendo, vorrà dire che in caso di successo sarai migliore di me e io non voglio sentirmi inferiore”. 
    Difficilmente queste persone ti seguiranno, quindi evita di cercare di convincerle a tutti i costi e prosegui per la tua strada accontentandoti della loro pacca sulla spalla quando ce la farai, accompagnata da un “ho sempre saputo che ce l’avresti fatta” o “hai avuto una gran fortuna!!!”

Questo è quello che succederà nella primissima fase della tua attività, a volte anche solo in fase valutativa. Successivamente, se supererai questo primo scoglio, dovrai imparare a rapportarti con i NO delle persone, molto più spesso di quanto pensi.

No! No! No!

Officina del Network Marketing - Rifiuti
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Statisticamente nel Network Marketing i NO sono più dei SI, per la precisione su 100 persone che informerai solo 20 ti seguiranno e di queste 20 solo 10 si impegneranno seriamente.

Che pessima notizia dirai!!!

Assolutamente no, ti rispondo io. Il Network Marketing è strutturato proprio sulla base di queste statistiche e segue fedelmente la regola dei grandi numeri.

La sua forza sta proprio nel fatto che non ti serviranno centinaia e centinaia di persone da inserire personalmente nella tua attività, ne basteranno poche decine che faranno la stessa cosa che fai tu…lascia che il principio della leva lavori per te e con te!

Ma come mai i NO nel Network Marketing sono così invasivi per la nostra emotività?

Perché nel Network Marketing siamo costretti ad avere a che fare in maniera diretta con le persone e i NO che riceverai, saranno accompagnati da giudizi e commenti.

I NO in questa tipologia di settore possono essere strettamente paragonati ai NO che abbiamo ricevuto o riceviamo in campo sentimentale, proprio perché siamo portati ad associarli ad un rifiuto personale.

Come è possibile quindi migliorare la nostra gestione emotiva del rifiuto?

Come gestire emotivamente il rifiuto

Officina del Network Marketing - Come gestire emotivamente il rifiuto nel Network Marketing
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Innanzitutto è fondamentale avere un MOTIVO SOLIDO. Qual è il tuo motore? Che cosa vuoi raggiungere? Cosa ti spinge a rimetterti in piedi dopo una giornata estenuante passata al lavoro? Senza motore nessun mezzo si muove!

Successivamente ci sono alcune riflessioni razionali ed emotive da tenere sempre bene in mente:

RIFLESSIONI RAZIONALI

  • La statistica è dalla tua parte se giochi sui grandi numeri, non ti servono centinaia di persone, ma poche decine.
    Datti il tempo di far lavorare i numeri per te
  • E’ positivo che la maggior parte delle persone non siano interessate ai concetti di un attività di Network Marketing.
    Pensa a cosa succederebbe se tutti, in un mondo ipotetico, iniziassero un attività di questo tipo e avessero successo: ci sarebbe una progressiva saturazione del mercato e tutte le professioni che ci garantiscono i servizi principali andrebbero a sparire.
    Nessun medico, niente pane fresco la mattina, nessun ristorante che funziona per carenza di camerieri e cosi via…il caos!
  • E’ giusto che le persone seguano le loro passioni e le cose che preferiscono fare nella loro giornata, che sia dipingere, fare volontariato o stare nel divano a guardare un reality in tv.
    Devi essere rispettoso del tempo delle persone e di come lo vogliono gestire, anche se tu faresti tutt’altro.
    Il mondo è bello perché è vario e ogni personalità è rispettabile, non esiste un modo di pensare giusto o sbagliato.
    Tu hai deciso di volere di più ma non puoi pretendere che anche tutti gli altri abbiano il tuo stesso modo di pensare, ricorda che è un processo di ricerca e non di convincimento
  • Quando riceverai un giudizio negativo sulla tua attività pensa se la persona che te lo sta dando ha competenze in materia.
    – Questa persona ha avuto un esperienza diretta in questo settore?
    – Se si e non è andata bene, come mai?
    – Questa persona ha lo stile di vita che voglio io?
    – Questa persona critica il mio progetto, ma può offrirmi una valida alternativa accessibile per me e che mi possa portare al raggiungimento dei miei obiettivi?
    – E’ questa persona a provvedere al mutuo della mia casa, a pagare le mie bollette e la spesa al supermercato?
    –  Provvede lui a darmi più tempo da trascorrere con la mia famiglia?
    Se la risposta è no è evidente che dovrai pensarci tu con le tue forze

RIFLESSIONI EMOTIVE

  • Di fronte ai giudizi negativi che riceverai, il modo in cui reagirai, dirà molto di te. Hai intrapreso un progetto che ritieni valido, che hai deciso essere utile per te e la tua famiglia.
    Per quale motivo il giudizio di un’altra persona dovrebbe essere più importante del tuo?
    Se non sei tu il primo a credere in te stesso, non sarai di certo credibile agli occhi degli altri
  • La persona che ti dice NO, non sta dicendo NO a te come persona, ricordatelo sempre.
    Sta dicendo NO per i più svariati motivi, ma che essenzialmente riguardano la sua percezione del progetto che gli stai proponendo.
    Se sarai onesto e cristallino le persone potranno non condividere, ma apprezzeranno il tuo modo di fare, quindi liberati di questo peso
  • La realtà è che la maggior parte delle persone apprezzeranno molto che tu le abbia prese in considerazione per parlargli di un’opportunità che non conoscono a patto che tu abbia avuto un comportamento corretto ed etico con loro.
  • Il NO che riceverai, nella tua testa, non è tanto associato in modo negativo al rifiuto in se e per se ma a tutto quello che la persona potrà pensare di te, che non ti dice…e che magari dice ad altre persone che a loro volta potrebbero avere un giudizio negativo nei tuoi confronti.
    Tranquillizzati, ti assicuro che se una persona penserà male di te, lo farà indipendentemente dalla tua attività.
    Lo farà per come ti vesti, per come parli, per gli studi che hai fatto o per la tua famiglia. L’attività sarà solo una nuova occasione per sfogare il suo pensiero negativo e a quel punto il problema sarà suo non tuo.

La gestione emotiva del rifiuto nel Network Marketing: conclusioni

Un’adeguata gestione emotiva del rifiuto non è immediata. E’ necessaria tanta pratica, costanza, disciplina e perseveranza nel voler raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Sarà solo attraverso l’azione ripetuta che sarà possibile sviluppare quelle capacità che ci faranno percepire i rifiuti e i NO come inevitabile parte del percorso verso la meta che vogliamo raggiungere.

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Buon Network!

Ciao!

Andrea & Emanuela

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